Caratteristiche del prodotto:
Lo Shure SM7B è un microfono dinamico con pattern cardioide, ideale per la ripresa ravvicinata della voce nei podcast, nel broadcast radio-televisivo e negli studi di registrazione. Con una risposta in frequenza dai 50 Hz ai 20 kHz, bass roll-off, presence boost, shock mount interno a sospensione pneumatica per ridurre la trasmissione di vibrazioni e rumori meccanici e un’efficace reiezione dei suoni fuori asse, si è affermato come un microfono iconico: un riferimento per studi di registrazione e professionisti della voce, nel broadcasting, nel podcasting e nello streaming.
Le accortezze costruttive includono un'eccellente schermatura, che rendono lo Shure SM7B immune dalle interferenze elettromagnetiche generate da telefoni cellulari, computer e luci al neon. Adatto anche come microfono per strumenti come gli ottoni o per la registrazione degli amplificatori per chitarra e basso. Include in dotazione: la spugna antivento A7WS e un adattatore per asta con filettatura da 5/8" a 3/8".
Shure SM7B: un riferimento per la ripresa della voce
Lo Shure SM7B è un microfono dinamico cardioide professionale sviluppato per offrire una riproduzione naturale, omogenea e controllata della voce e degli strumenti. La risposta in frequenza estesa da 50 Hz a 20 kHz, il diagramma polare cardioide e l’efficace controllo dei rumori indesiderati ne hanno fatto un riferimento negli studi di registrazione, nel broadcast e, più recentemente, nelle produzioni podcast, streaming e content creation.
La risposta ad ampia banda è progettata per restituire musica e parlato in modo pulito e naturale. Il diagramma cardioide mantiene una buona reiezione dei suoni fuori asse limitandone la colorazione, caratteristica particolarmente importante quando il microfono viene utilizzato in ambienti non perfettamente trattati o in presenza di altre sorgenti sonore. Shure indica l’SM7B per registrazioni vocali e strumentali in studio, location recording, scoring per cinema e televisione, talk show, news desk, radio e narration.
Una storia iniziata nel 1973
La storia dell’SM7B affonda le proprie radici nella capsula Shure Unidyne III sviluppata dall’ingegnere Ernie Seeler nel 1959, tecnologia alla base anche di modelli diventati iconici come SM57 e SM58. Tra i precursori diretti dell’SM7 troviamo il grande microfono broadcast SM5: Shure volle sviluppare una soluzione più compatta, mantenendo però prestazioni adatte agli impieghi professionali. Il risultato fu l’SM7, introdotto nel 1973 con una forma e un’impostazione progettuale già molto vicine a quelle del modello attuale.
Il passaggio dagli studi broadcast alla storia della musica è legato anche al recording engineer Bruce Swedien, che utilizzò uno Shure SM7 per gran parte delle parti vocali principali di Michael Jackson su Thriller. L’impiego su uno degli album più importanti della storia della registrazione contribuì a consolidare la reputazione dell’SM7 anche come microfono da studio.
Il progetto venne successivamente perfezionato con l’SM7A, dotato di una bobina humbucking maggiorata per migliorare ulteriormente l’immunità alle interferenze prodotte dai monitor utilizzati negli studi radiofonici. Nel 2001, con l’aggiunta del più grande antivento per il close talking, nacque l’SM7B. Con la diffusione del podcasting dalla fine degli anni 2000 e, successivamente, dello streaming, il microfono ha trovato un nuovo ambito di utilizzo senza modificare sostanzialmente la filosofia del progetto originale.
Tre configurazioni della risposta in frequenza
Sul pannello posteriore dell’SM7B sono presenti due selettori che consentono di intervenire direttamente sulla risposta del microfono. L’impostazione Flat mantiene la risposta standard ed è adatta alla maggior parte delle applicazioni. Il Bass Rolloff attenua progressivamente la gamma bassa e può essere utile per ridurre il contributo delle basse frequenze, compresi rumori provenienti da climatizzazione, impianti HVAC (ventole, ventilatori e condizionatori dell'aria) o traffico. Il Presence Boost enfatizza invece la regione delle medie frequenze per aumentare presenza, definizione e intelligibilità della voce. Le impostazioni possono essere modificate anche mentre il microfono è collegato e in uso.
Questa possibilità rende l’SM7B facilmente adattabile a voci differenti e a diverse tecniche di ripresa, permettendo di ottenere alla sorgente un’impostazione timbrica più vicina al risultato desiderato prima di ricorrere all’equalizzazione.
Shock mount interno, anti-pop e controllo delle vibrazioni
La capsula dell’SM7B utilizza un sistema antishock interno a sospensione pneumatica progettato per isolare il trasduttore dalle vibrazioni meccaniche. Non è quindi normalmente necessario utilizzare uno shock mount esterno. Shure specifica comunque che un boom arm di buona qualità può contribuire a ridurre ulteriormente i rumori trasmessi attraverso una scrivania nelle configurazioni podcast e broadcast.
Il sistema anti-pop integrato permette inoltre di contenere le plosive prodotte durante il parlato e il canto ravvicinati. Oltre all’antivento standard, viene fornito l’A7WS, un antivento di maggiori dimensioni progettato per applicazioni close talk, utile per ridurre ulteriormente plosive e rumore dell’aria e per ottenere una risposta percepita più calda quando si parla molto vicino al microfono.
Schermatura dalle interferenze elettromagnetiche
Uno degli aspetti caratteristici del progetto SM7B è la schermatura ottimizzata contro il ronzio elettromagnetico e le interferenze a banda larga generate da monitor di computer, luci al neon e altre apparecchiature elettriche. È una caratteristica particolarmente utile nelle postazioni broadcast, podcast e recording contemporanee, dove il microfono viene spesso utilizzato a breve distanza da computer, display e altre apparecchiature elettroniche.
Distanza dalla voce ed effetto di prossimità
Per la voce, Shure consiglia di parlare direttamente verso l’SM7B mantenendo indicativamente una distanza compresa tra 1 e 6 pollici, pari a circa 2,5–15 cm. Avvicinando la sorgente alla capsula aumenta il contributo delle basse frequenze, ottenendo una voce più calda e corposa; aumentando la distanza la risposta sulle basse diventa invece meno pronunciata. La posizione del microfono può quindi essere utilizzata come vero e proprio strumento di controllo timbrico.
Non solo voce: Shure SM7B nella registrazione degli strumenti
Sebbene sia diventato celebre soprattutto per la ripresa della voce, lo Shure SM7B è un microfono estremamente versatile anche nella ripresa in studio di strumenti, combo e cabinet. La risposta estesa, la capacità di lavorare a distanza ravvicinata da sorgenti caratterizzate da livelli sonori elevati e il diagramma cardioide lo rendono particolarmente interessante davanti ai cabinet di chitarra elettrica e basso, dove può restituire un suono pieno e corposo mantenendo un buon controllo delle sorgenti circostanti. Shure ne suggerisce inoltre l'impiego sulla batteria, in particolare su cassa, rullante e tom. Non mancano poi esperienze di utilizzo anche nella registrazione di hi-hat, cabinet per basso, strumenti a fiato e come supporto per la ripresa della sezione bassa di sistemi Hammond/Leslie.
Ad esempio, il producer e recording engineer Joey Sturgis racconta di aver provato un SM7B sulla cassa proprio per sfruttarne la reiezione rispetto a rullante e piatti, ottenendo un risultato molto interessante, al punto da adottarlo regolarmente per questa applicazione. Anche la chitarra elettrica offre case history importanti: durante le registrazioni di “One” dei Metallica, Flemming Rasmussen utilizzò uno Shure SM7, predecessore diretto dell'attuale SM7B, posizionato a 45° in prossimità del cono di un cabinet Marshall in combinazione con un microfono a condensatore, utilizzando poi il blend dei due microfoni per costruire il suono delle chitarre. Negli studi BBC di Maida Vale, il recording engineer Simon Askew ha descritto una tecnica analoga, utilizzando l'SM7 a contatto con la griglia degli amplificatori per chitarra e combinandolo, a seconda del cabinet, con un microfono a nastro o con uno a condensatore. La sua versatilità arriva anche alle tastiere elettromeccaniche: durante le sessioni di Lindsey Buckingham/Christine McVie, l'ingegnere Mark Needham utilizzò uno Shure SM7 per la ripresa della parte bassa dell'Hammond B3, affiancato da due microfoni a condensatore.
Lo Shure SM7B può rappresentare inoltre una scelta meno convenzionale ma particolarmente interessante sulla chitarra acustica, soprattutto quando si ricerca una ripresa corposa e controllata o un’alternativa al carattere più aperto e dettagliato tipico dei microfoni a condensatore. Una tecnica consiste nel posizionarlo tra manico e corpo, orientandolo verso la zona di pennata e regolando distanza e angolazione in funzione dell’equilibrio desiderato tra corpo, corde e attacco. Anche in questo caso non mancano applicazioni professionali: il producer e recording engineer Jarvis Taveniere ha raccontato di aver utilizzato uno Shure SM7 su una chitarra acustica durante le registrazioni dei Woods, ottenendo un risultato tale da definirlo perfetto per quella sorgente.
Guadagno e scelta del preamplificatore
L’SM7B ha una sensibilità di -59 dBV/Pa, pari a 1,12 mV a 1 kHz, e presenta quindi un livello di uscita inferiore rispetto a quello di molti microfoni a condensatore. Per applicazioni vocali Shure raccomanda un preamplificatore capace di fornire almeno circa 60 dB di guadagno. Se il preamplificatore integrato nell’interfaccia audio o nel mixer non dispone di gain sufficiente, è possibile inserire un preamplificatore o booster inline tra il microfono e l’ingresso.
L’SM7B è un microfono dinamico analogico passivo e non contiene componenti attivi. Non necessita pertanto dell’alimentazione phantom per funzionare. La phantom può invece essere richiesta da alcuni preamplificatori inline attivi utilizzati per aumentarne il livello.
Collegamento XLR e utilizzo con il computer
L’SM7B dispone di un’uscita analogica XLR bilanciata a 3 poli e viene collegato direttamente a preamplificatori, mixer, console o interfacce audio dotati di ingresso microfonico XLR. Non integra un’interfaccia USB e non comunica quindi direttamente in digitale con un computer. Per registrare su Mac, PC o dispositivi mobili è necessaria un’interfaccia audio o un dispositivo equivalente che converta il segnale analogico del microfono in digitale. Il supporto a forcella integrato consente un posizionamento preciso dell’SM7B e può essere configurato per l’utilizzo con boom arm o asta microfonica. Il microfono utilizza un attacco 5/8"-27 e viene fornito con adattatore per supporti da 3/8".
Specifiche tecniche Shure SM7B
Microfono dinamico a bobina mobile
Diagramma polare: Cardioide
Risposta in frequenza: 50 Hz–20 kHz
Impedenza di uscita: 150 Ω
Sensibilità: -59 dBV/Pa (1,12 mV) a 1 kHz
Sensibilità al ronzio elettromagnetico: 11 dB a 60 Hz; 24 dB a 500 Hz; 33 dB a 1 kHz
Regolazioni della risposta: Flat, Bass Rolloff e Presence Boost
Shock mount: Sistema interno a sospensione pneumatica per l’isolamento da urti e vibrazioni
Filtro anti-pop: Integrato
Antivento per close talking: A7WS rimovibile
Connettore: XLR analogico bilanciato a 3 poli
Polarità: Una pressione positiva sul diaframma produce una tensione positiva sul pin 2 rispetto al pin 3
Supporto: Forcella integrata con dado prigioniero e attacco 5/8"-27; adattatore 5/8"-3/8" incluso
Chassis: Alluminio e acciaio smaltati grigio scuro
Guadagno del preamplificatore consigliato: almeno circa 60 dB per applicazioni vocali
Dimensioni e Peso: 197,1 × 149,2 × 97,4 mm; 0,764 kg
Accessori in dotazione
- Spugna Antivento A7WS per close talking (clicca qui per info o per acquistare il ricambio)
- Adattatore filettato 5/8"-3/8" (31A1856).
- Piastra di protezione degli interruttori (RPM602)
FAQ dedicate allo Shure SM7B
(risposte alle domande più frequenti)
L’SM7B necessita dell’alimentazione phantom 48 V?
No. L’SM7B è un microfono dinamico passivo e non richiede alimentazione phantom. Un eventuale preamplificatore inline attivo inserito tra microfono e interfaccia può invece richiedere phantom power.
Quanto guadagno serve per utilizzare l’SM7B?
Per applicazioni vocali Shure raccomanda un preamplificatore capace di fornire almeno circa 60 dB di guadagno. Se l’interfaccia non è in grado di fornirlo, è possibile utilizzare un preamplificatore inline.
Posso collegare direttamente l’SM7B a un computer?
Non direttamente via USB. Il microfono dispone di uscita analogica XLR e deve quindi essere collegato a un’interfaccia audio o ad altro dispositivo dotato di ingresso microfonico.
Serve un pop filter esterno?
Normalmente no. L’SM7B dispone di un sistema anti-pop integrato e viene fornito con l’antivento A7WS per le applicazioni vocali molto ravvicinate.
Serve uno shock mount esterno?
No, normalmente non è necessario perché l’SM7B integra un sistema di isolamento antishock a sospensione pneumatica. Un buon boom arm può comunque contribuire a ridurre i rumori trasmessi dalla scrivania.
A quale distanza conviene utilizzare l’SM7B per la voce?
Shure indica circa 2,5–15 cm. Avvicinandosi si ottiene una risposta sulle basse più pronunciata e calda; aumentando la distanza il contributo della gamma bassa diminuisce.
A cosa servono gli interruttori posteriori?
Permettono di selezionare la risposta Flat oppure di intervenire sulla gamma bassa con il Bass Rolloff e sulle medie frequenze con il Presence Boost.
L’SM7B è indicato soltanto per la voce?
No. Oltre a broadcast, podcast, voiceover e registrazione vocale, Shure lo indica anche per registrazioni strumentali in studio e location recording. La sua risposta ad ampia banda permette infatti di utilizzarlo su differenti sorgenti sonore.
€ 399,00
DIRITTO DI RECESSO:
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